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Gli articoli dell'Associazione

A.S.ORO - Le manifestazioni

A.S. ORO - La documentazione


La strana coppia

Probabilmente non tutti siamo davvero convinti che arbitro e allenatore possano realmente collaborare prima, durante e dopo la partita. Tanto meno si può realisticamente credere che tra queste due figure possa instaurarsi un dialogo autentico.
Diciamo la verità: forse per qualcuno, da entrambe le parti, sarebbe già più che sufficiente il rispetto reciproco. Qualcun altro, più coraggioso e volonteroso, potrebbe anche spingersi ad accettare il confronto tra allenatore ed arbitro, sperando che non degeneri in scontro.
Ma il dialogo…addirittura! Sembra eccessivo, fuori luogo, quando non sospetto: cosa penserebbero molti di noi se vedessero un arbitro ed un allenatore intrattenersi a parlare insieme più del dovuto?
Veder ‘dialogare’ arbitro e allenatore fa venire il dubbio che l’uno voglia cercare di influenzare l’altro a proprio vantaggio; cercare il dialogo introduce una vicinanza indebita, e si sa che – come dice il proverbio – “la troppa confidenza fa perdere la riverenza”... 
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Addio signor Qualcuno

Questa è la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno, Nessuno.
C'era un lavoro
urgente da fare. Ognuno era sicuro che lo avrebbe fatto Qualcuno. Ciascuno avrebbe potuto farlo ma Nessuno lo fece. Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perchè nessuno aveva fatto quello che Ognuno avrebbe potuto fare.
Questa storiella è stata scritta da un anonimo molto tempo fa. Che cosa c'entra con la vita delle nostre società sportive? C'entra e c'entra tanto! Chi tra voi ha esperienza di "vita vissuta" nella società sportiva sa bene a che cosa mi riferisco.
Per quelli meno esperti proverò a spiegare.
Questo racconto popolare rende bene l'idea di uno dei "grandi mali" del nostro tempo:stiamo parlando dello scaricabarile, dell'indifferenza, della pigrizia, del disinteresse, del... tanto ci penserà qualcuno al mio posto.
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Articoli

Trent'anni d'ORO

Un anniversario è un'occasione per festeggiare e ricordare: ricordare il come e il perchè è nato qualcosa; è ricordare lo spirito con cui un gruppo di persone ha deciso di fondare un'associazione che desse l'opportunità a tanti ragazzi di conoscere il significato vero dello sport di squadra.

Nel periodo di più grande degrado del nostro quartiere, nel 1977, il direttore dell'Oratorio Padre Alberto Filippi e alcuni giovani e adulti si impegnarono per fondare quello che decisero di chiamare Gruppo Sportivo ORO: Oro (abbreviazione di Oratorio) proprio perchè era un'espressione dell'Oratorio Pio XI, di coloro che ne facevano parte e che ne erano la linfa vitale.
Nella primavera del 1978 alcuni consiglieri, in collaborazione con le istituzioni del quartiere, organizzarono la prima "Du pass per Quart", la marcia non competitiva che ancora oggi viene organizzata dall'A.S.ORO.

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L'editoriale del CSI

Educare per ripartire.
Ripartire da chi educa.
11 novembre 2007. Un altro tragico episodio di sport dopo l’uccisione del commissario Raciti.
Se è vero che è l’insopportabile vuoto della vita ad alimentare comportamenti violenti soprattutto tra i giovani, deve anche far riflettere il fatto che, sempre più spesso, è lo sport a salire alla ribalta come teatro di questi comportamenti e che la sua capacità di trascinamento verso il basso è pressoché unica tra i fenomeni sociali. C’è una specificità negativa dello sport? Forse, e allora nel vuoto di proposta educativa, lo sport è l’emergenza dell’emergenza.
Domenica è stata scritta una nuova pagina nera dello sport in Italia. L’ennesima pagina. Ma siamo così sicuri che si tratti di una pagina nera dello sport? Oppure nascondiamo nello sport un problema che non riguarda solo lo sport? La verità è che è stato smarrito il senso dell’uomo e, quindi, anche quello dello sport. Mettiamo ogni cosa al posto giusto, comprese le responsabilità. Anni fa i giovani (e non solo) si ammazzavano per questioni politiche. Ora che la politica è diventata (per molti) insipida, insulsa, inerte e spesso inutile, lo sfogo di un popolo senza orizzonti si è spostato su altri campi.
La politica sia coraggiosa e prenda decisioni forti che diano ordine e certezze al popolo.
Chi sbaglia deve pagare, davvero e fino in fondo. Come il tifoso del Celtic che dopo aver tentato di schiaffeggiare Dida è stato allontanato a vita dallo stadio dalla sua società. Abbiano coraggio anche i presidenti dei club italiani! I tifosi dell’Atalanta che hanno sfondato tutto? Fuori dallo stadio a vita! Invece dentro i bambini che prima di piangere sorridevano. Lo Stato, il Coni ed i club non possono più starsene a guardare con le braccia conserte sperando che per magia qualcosa cambi. Così non cambierà mai nulla. Coraggio. Ognuno al suo lavoro!
E i mezzi di comunicazione? Fare informazione è cercare e comunicare o costruire castelli pubblicitari camuffati da notizie di cronaca, meglio se nera? Guardiamo la realtà, non solo i bilanci e la possibilità di aumentare le vendite. Occorre voltare pagina. Punto e a capo. Si riparte. Da dove? Dai maestri: da coloro (allenatori, educatori e genitori) che hanno ancora a cuore il vero destino dei ragazzi a loro affidati. Occorrono i maestri, gli adulti. Quelli veri. Quelli che aiutano a collocare ogni cosa al posto giusto, che aiutano a vivere dentro un orizzonte di umanità ampio che non riduca tutto ad un particolare che, quando crolla, si trascina tutto con sè. Quindi, ancora una volta, il problema è educativo. I risultati si vedranno col tempo ma è da qui che bisogna ripartire. L’educazione è responsabilità di tutti.

Massimo Achini

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